L’opportunità delle scelte

L’incipit – Non stiamo parlando nè di un Guardiola nè di un Pochettino. La telenovelas rossonera di inizio agosto riguarda un tecnico che non ha mai allenato, neanche una primavera o i pulcini. Un ex calciatore dal passato illustre e con qualche macchia nella sfera privata. Parliamo di Amantino Mancini, ex calciatore di Roma e Inter.

Il fatto – La macchia riguarda una condanna (non accusa!) di stupro e di violenza nei confronti una ragazza, a Milano. Aggravata dalla successiva condanna di un suo collaboratore, reo di aver minacciato la vittima per intimarle di ritirare la denuncia. Uno dei crimini più infami, verso individui impossibilitati a difendersi. Il risultato? Un ritorno anticipato in Brasile e una reclusione evitata grazie ad un rito abbreviato: 2 anni e 8 mesi la sentenza.

La suscettibilità – La vicenda non era nota ai più, o meglio, era finita nel dimenticatoio di molti. Finché il protagonista non é stato accostato alla panchina del Foggia, piazza passionale dove ogni candidatura viene scrutinata, vengono fatte ricerche per carpirne qualità tecniche e potenzialità. Forse per iniziare a sognare, e forse anche perchè in passato, anche prossimo, sono state troppe le figure ambigue passate per il Foggia. Fatto sta che questa macchia viene notata da decine di tifosi, che lo hanno fatto presente alla società. Come potevano, con commenti sui social, sulla pagina Facebook della squadra, e anche sul profilo del neo presidente Felleca. Il quale fino ad ora ha fatto orecchie da mercante, prendendo tempo e rimandando l’ufficializzazione nell’attesa che il polverone si calmi.

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La mentalità – La vicenda viene però notata e riportata su tutti i più autorevoli media nazionali. Corriere, Gazzetta, Mediaset, Sky, ecc. Nazionali appunto, ma non locali. Le testate foggiane (quasi tutte) fanno ancora oggi finta di nulla. Forse perchè già in vacanza. Forse perchè si accodano alla mentalità della maggioranza di pensiero. O forse per aggraziarsi il padrone di turno, e non perdere quindi accrediti stampa. Più in generale parliamo probabilmente un mondo, quello del calcio, disposto troppo spesso a perdonare crimini con condanne definitive verso le donne. Infatti dopo le prime critiche e i primi articoli, si può tranquillamente affermare che la stragrande maggioranza dei tifosi si è schierata con la scelta della società.

L’opportunità – Ora mi chiedo. Posto che non stiamo parlando di un top allenatore – ma di un neo patentato che ha ancora tutto da dimostrare – è veramente opportuno affidargli la panchina rossonera? Al costo di urtare la suscettibilità di parte della tifoseria, donne e uomini che, a ragione, reputano la violenza sulle donne inaccettabile.
É sì vero che dopo aver scontato la pena non bisogna pagare un errore per tutta la vita. Ma, ipocrisia a parte, voi assumereste mai Amanda Knox (seppur assolta) come babysitter per i vostri figli? E Vanna Marchi come commessa nei vostri negozi?
Io penso che per la panchina di una misera Serie D la scelta sia talmente ampia che, anche solo per motivi di opportunità, bisognerebbe scegliere qualcun altro.

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Maurizio Savino