Calcio Foggia, Fumagalli: “Si vince con la forza del gruppo, il sacrificio settimanale e fame, fame, fame…”

Autore di prestazioni importanti e uno dei leader della squadra, il portiere Ermanno Fumagalli ha risposto alle domande dei cronisti in sala stampa manifestando subito la conoscenza chiara della sua missione rossonera: “Voglio essere un punto di forza della squadra sino alla fine, sono in una piazza prestigiosa e voglio riportarla in categorie che le competono.”

Un concetto chiaro accompagnato dalla consapevolezza che “(…) la squadra ha carattere ma c’è da lavorare parecchio per arrivare all’obiettivo che ci siamo prefissati. Ci stiamo allenando consapevoli della nostra forza, sappiamo cosa dobbiamo fare.”

Poi le massime che vengono scolpite nella pietra: “Si vince con la forza del gruppo, con il sacrificio settimanale. E con la fame, fame, fame”, ripetuto tre volte come a evocarne la perfezione semantica.

L’ex portiere del Piacenza (“L’avventura lì è finita male, sino al 90’ eravamo in «B», poi siamo arrivati ai playoff scarichi”, ha raccontato non senza un pizzico di polemica sull’epilogo del passato campionato di Lega Pro nel girone A) è il leader di una retroguardia che si annuncia impenetrabile. Ma guai a dare i meriti solo ai difensori: “I primi a difendere sono gli attaccanti. In generale vince chi prende meno gol (concetto già espresso diverse volte in questo avvio di stagione dai tesserati foggiani nda), chi ha la solidità difensiva vince il campionato. In questo il mister ci ha dato una grossa mano al suo arrivo e i frutti si stanno vedendo.”

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Frutti raccolti in un paniere con sei punti dentro che devono essere aumentati: “Domenica affrontiamo una squadra che viene da una vittoria meritata, che è in salute, ma noi dobbiamo andare in campo solo per vincere e proseguire nel cammino che ci deve portare al nostro obiettivo. Dopo avremo squadre sulla carta più forti di quelle sinora incontrate e quindi dobbiamo mettere fieno in cascina per arrivare ai big-match con più entusiasmo. Per questo dobbiamo portare a casa la partita domenica in qualsiasi maniera.”

E da qui un altro “cult” dialettico dei satanelli «2.2019»: “Tutti vorrebbero vedere la Juventus, il Napoli, il Barcellona, ma in certi periodi serve innanzitutto concretezza, poi arriverà il bel gioco: se vinci, infatti, acquisisci sicurezza e poi puoi pensare al bel gioco.”

Una filosofia che sposa perfettamente quella del tecnico Corda: “Con Corda abbiamo tirato fuori quella fame che prima c’era ma tenevamo nascosta: in questo siamo cresciuti ma abbiamo ancora margini enormi. Siamo consapevoli che domenica non ci sarà che la vittoria, perché non abbiamo fatto ancora nulla. Abbiamo vinto due partite che dovevamo vincere: con tutto il rispetto per Nocerina e Agropoli, noi siamo il Foggia e abbiamo un obiettivo.

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Siamo solo all’inizio della battaglia, perché le guerre, quelle “atomiche”, arriveranno a marzo. Per ora c’è da lavorare e guardare battaglia dopo battaglia, partita dopo partita. A febbraio/marzo guarderemo la classifica, ora è inutile.” Intanto c’è il Gravina: “Una squadra in salute, con avanti veloci che attaccano la profondità. Ma in generale chi viene qua dà sempre il meglio perché non tutti hanno giocato in stadi come il nostro. Dovranno però venire a Foggia solo per vedere il campo e poi andarsene: non ci sono alternative.”

Una battuta Fumagalli la riserva anche alla sua scelta di venire in Capitanata, che non contempla l’accezione “serie D” per il Foggia: “Ho avuto tante esperienze e posso dire che come ambiente, società, strutture qui non c’è nulla di serie D . Personalmente voglio raccogliere quanto perso l’anno scorso e so di aver fatto la scelta giusta. I tifosi? Loro danno tanto e noi vogliamo dare loro quello che meritano.”